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Esempio di Perizia Grafologica su firma

Si presenta di seguito una bozza di perizia grafologica redatta dalla dott.ssa Elena Gallo. Il testo che segue vuole essere un esempio dell'attività di analisi grafologica in un caso di falsa attribuzione di firma. In relazione al tipo di caso e di richiesta, nella perizia saranno più rilevanti le relative aree di analisi. 

Si presenta di seguito il lavoro di analisi relativa a un caso di accertamento di firma falsa. Sono stati volutamente omessi tutti i riferimenti grafici e testuali relativi alle persone reali in quanto il testo ha una funzione descrittiva dell’attività di analisi peritale.   1. INCARICO E QUESITO:  La sottoscritta, Dott.ssa Elena Donatella Gallo, ha ricevuto incarico di redigere perizia grafica giudiziaria per rispondere al seguente quesito:  “Dica il consulente tecnico se le firme «Aaaaa Bbbbb» in calce ai fogli A e B siano o meno autentiche. In caso di accertata falsità dica se siano attribuibili a «Ccccc Dddd», utilizzando, a tale scopo, le scritture di comparazione di cui ai fogli C e D.”  La sottoscritta, al fine di cui sopra, ha provveduto a redigere una relazione scritta nella quale vengono riportati i dati rilevati e i risultati ottenuti.  Sono stati posti a disposizione della scrivente, quali strumenti indispensabili per l’elaborazione della relazione, i seguenti documenti:  copia delle due firme in verifica «Aaaaa Bbbbb», dopo aver preso visione delle originali (denominate in seguito V1 e V2), copia di due firme autografe di «Aaaaa Bbbbb», dopo aver preso visione delle originali (denominate in seguito C2 e C3) e saggio grafico costituito da 15 scritture di comparazione, nella forma «Aaaaa Bbbbb», indicate come provenienti da «Ccccc Dddd».    2. PREMESSA METOLOGICA:  Per esprimere un parere tecnico in merito al quesito sopra indicato, l’analisi investigativa sui documenti forniti sopra citati è stata condotta dalla sottoscritta applicando il Metodo analitico comparativo su base grafologica, il quale esige fasi operative separate e distinte, ovvero: * osservazione e rilevazione dei caratteri generali e particolari delle firme in verifica;   * osservazione e rilevazione dei caratteri generali e particolari delle firme autografe comparative disponibili;  * confronto dei dati generali e particolari emersi dalla precedente analisi, evidenziando analogie e discordanze utili ai fini dell’indagine;  * considerazioni conclusive per l’elaborazione del parere tecnico motivato;  * risposta al quesito inizialmente formulato in forma chiara e sintetica.    Si sottolinea, inoltre, che il suddetto Metodo adottato dalla scrivente, non sarà applicato focalizzando l’attenzione esclusivamente sugli aspetti formali degli scritti, in particolar modo delle firme, ma anche e sui loro aspetti dinamici e personali.   Sembra opportuno, quindi, soffermarsi brevemente sulla distinzione intercorrente tra parametri impressivi e parametri espressivi, la quale consente, a sua volta, di introdurre la profonda differenza esistente tra l’imitazione e la dissimulazione: tra i primi, è possibile raggruppare quei caratteri immediatamente percepibili dall’osservatore, in quanto più vistosi e appariscenti (forma, calibro, inclinazione degli assi, scrittura ascendente o discendente, etc.); tra i secondi, viceversa, è possibile raggruppare quei caratteri poco visibili e strettamente connessi all'individuo scrivente (pressione, ritmo, movimento esecutivo di singole lettere, modalità di collegamento, ricci, ganci, etc.).  Conseguentemente, in uno scritto inficiato da artificio imitativo sarà possibile riscontrare la riproduzione, più o meno fedele, dei caratteri impressivi ma non la trasposizione dei caratteri espressivi; viceversa, in una scrittura inficiata da artificio dissimulativo sarà possibile riscontrare l’alterazione dei parametri impressivi, ma non l’alterazione dei parametri espressivi, i quali possono sfuggire al controllo dello scrivente nei momenti di calo dell'attenzione.          “Per poter determinare che due scritti a confronto provengono da una medesima mano è indispensabile riscontrare tra gli stessi somiglianze sostanziali, dinamiche e, preferibilmente, anche formali; per stabilire la non identità di mano tra due scritti è necessario riscontrare differenze sostanziali e dinamiche; la presenza di alcune somiglianze formali, in un contesto di prevalenti discordanze significative, non è sufficiente per prospettare l'ipotesi dell'identità di mano”. 1                        3 . ANALISI GRAFICA DELLE FIRME IN VERIFICA:  3 . 1)  Rilevazione dei caratteri generali delle firme in verifica:    Da una prima osservazione complessiva, emerge che le due firme in verifica – denominate V1 e V2 – si presentano come formalmente omogenee; conseguentemente, onde rilevarne i caratteri generali, si procederà congiuntamente al loro esame e si farà riferimento ad esse, singolarmente considerate, solo laddove emergano elementi discordanti da porre in evidenza.  Le firme sono redatte in corsivo e personalizzate: molte tra le lettere presenti sono, infatti, formalmente difformi dal modello scolastico appreso, le maiuscole iniziali di nome e cognome risultano valorizzate soprattutto in altezza ed il cognome appare maggiormente leggibile rispetto al nome. Tuttavia, è possibile considerare le due grafie complessivamente oscure in quanto alcune forme letterali utilizzate dal loro autore, discostandosi profondamente da quelle dettate dal modello calligrafico, appaiono difficilmente riconoscibili.  Proprio quest’ultimo aspetto consente di evidenziare il buon livello grafico della mano scrivente, deducibile, oltre che dall’originalità con cui le forme letterali, soprattutto del nome, vengono eseguite, anche dalla rapidità impiegata nella loro costruzione nonchè dalla capacità e abilità di collegare le singole lettere tra loro. Il tracciato risulta, quindi, complessivamente dinamico e veloce, mentre il tratto delle singole lettere appare deciso e netto. Tuttavia, in V1 nella lettera “M” e in V2 nella lettera “o” sono presenti due punti di sosta che, in quanto tali, temperano la sicurezza e la rapidità del gesto scrittorio.  Entrambe le firme tendono ad occupare pienamente lo spazio riservato alla loro apposizione e rivelano una chiara varietà nel rapporto con il rigo di base; in particolare, le grafie del nome procedono con repentini abbassamenti e sollevamenti delle lettere sul rigo, mentre nel cognome le singole lettere presenti si discostano progressivamente dal rigo verso l’alto in modo più uniforme. La spaziatura intercorrente tra nome e cognome è, in V1, assente e minima in V2. Inoltre, in V1, la distanza intercorrente tra le singole lettere che compongono il nome è inferiore a quella presente tra le stesse di V2. Il calibro letterale è variabile; le lettere minuscole sono, infatti, disomogenee e non proporzionate l’una all’altra: in particolare, la lettera “i” e la lettera “e”, presenti nel nome e nel cognome in V1, presentano un’evidente estensione verticale.   Le maiuscole iniziali di nome e cognome, invece, risultano particolarmente valorizzate in altezza e caratterizzate da allunghi superiori e inferiori molto accentuati. In particolare, il tratto iniziale della lettera “V” e quello finale della lettera “M” tendono ad occupare la zona inferiore dello scritto pur non essendo richiesto dalla loro “originale” conformazione morfologica.   Sia in V1 che in V2 è possibile riscontrare un tratto nutrito, colorato e una pressione complessivamente buona, la quale appare particolarmente accentuata nei gesti discendenti; solo nelle lettere “t” del nome e nella lettera “M” del cognome è visibile una pressione inferiore.    Entrambe le firme presentano un andamento tendenzialmente angoloso: le spigolosità più significative si notano nel risvolto inferiore delle lettere “i” e delle lettere “t”, nel risvolto superiore ed inferiore delle lettere “r” nonché nel vertice inferiore delle lettere “o”. Tuttavia, i numerosi collegamenti presenti sono morbidi, il vertice inferiore delle lettere “a” risulta arrotondato e il risvolto inferiore della lettera “n”, costruita a ghirlanda, è smussato: tutto ciò contribuisce quindi a mitigare l’angolosità del tracciato.  Gli assi letterali, rispetto al rigo di base, presentano una certa variabilità nell’inclinazione: gli assi letterali del nome sono, in V2, inclinati sia verso destra che verso sinistra, mentre in V1 tendenzialmente verso sinistra. Quest’ultimo aspetto, unito alla considerazione della scarsa distanza intercorrente tra le singole lettere presenti, consente di porre in evidenza la verticalizzazione del gesto grafico impiegato dallo scrivente nell’esecuzione del nome di V1, il cui tracciato sembra svilupparsi verticalmente anche per la singolare espansione verticale che caratterizza la lettera “i”.   Relativamente, invece, agli assi letterali del cognome, è riscontrabile una omogeneità maggiore essendo, in entrambe le firme, complessivamente dritti.    Le firme in verifica denotano un’elevata continuità grafica: V1 e V2, si presentano, infatti, come firme veloci e dinamiche, eseguite con due soli stacchi di penna visibili e con poca precisione formale. In V1, in particolare, ciò che accentua la spigliatezza di tale grafia è il legame aereo, visibile tra due lettere del nome, che collega il tratto finale della lettera “i” al tratto iniziale della lettera “o”. I puntini sulle “i” divergono nella forma: in V1, il puntino della “i” presente nel nome è tondo, mentre quello presente nel cognome è attaccato alla lettera stessa. In V2, il puntino della “i” presente nel nome è tondo e posto molto al di sopra della lettera stessa; quello presente nel cognome è vergato a forma di virgola ma la lettera “i” è stata omessa.  I tagli delle lettere “t” sono, nel cognome, particolarmente evidenti, alti, eseguiti con decisione e protesi verso destra. Viceversa, nel nome sono bassi e poco accentuati.    3 . 2)  Rilevazione dei caratteri particolari delle firme in verifica:  Al fine di rilevare i caratteri particolari delle firme in verifica, esaminate anche in tal caso congiuntamente, si rende necessario condurne l'analisi evidenziando e descrivendo non solo gli aspetti formali o morfologici del tracciato ma soprattutto la dinamica esecutiva dei singoli tratti grafici.  L’autore delle grafie sopra citate ha saputo valorizzare, soprattutto in altezza, le lettere maiuscole iniziali di nome e cognome; in particolare, la lettera maiuscola del nome è stata vergata, in V1, con un piccolo tratto iniziale ascendente, non immediatamente visibile in quanto ad esso si sovrappone il deciso tratto discendente che si arresta al di sotto del rigo di base. Viceversa, in V2 è presente solo un iniziale tratto grafico netto e sicuro.    Per la lettera maiuscola del cognome, costruita a ghirlanda, il punto di avvio è basso: tale lettera è stata eseguita, in entrambe le grafie, con un gesto preparatorio ascendente che, tuttavia solo in V1, procedendo poi verso il basso nel disegnare la prima asta, nella quale è visibile un’asola, si arresta bruscamente determinando un bottone di sosta significativo: esso, infatti, è assente in V2 e, in V1, diminuisce la velocità esecutiva della lettera stessa. Il tratto finale di tale lettera, inoltre, sia in V1 che in V2, si arresta al di sotto del rigo di base.  Occorre, da ultimo, evidenziare che in V1 la spaziatura intercorrente tra nome e cognome è del tutto assente: ciò è spiegabile in quanto, il tratto finale della lettera “i” del nome si lega al tratto iniziale della lettera “o” tramite un legame aereo e il punto finale della lettera “o”, eseguita in direzione oraria, coincide con il punto di attacco della lettera “M” del cognome. Viceversa, in V2, la spaziatura intercorrente tra nome e cognome è minima e non è riscontrabile alcun legame aereo.   Relativamente al movimento grafico impiegato dall’autore delle firme nella costruzione delle lettere “t”, sia in V1 che in V2, il tratto parte dal basso, si dirige verso l’alto e torna in basso disegnando l’asta della prima lettera “t”. Da qui, prosegue verso destra e, dirigendosi prima verso l’alto e poi verso il basso, esegue l’asta della seconda lettera “t”. Il movimento scrittorio è unico, continuo e mantenuto, risultando le due lettere tra loro collegate da una linea convessa.  Unico, inoltre, è anche il loro taglio, vergato in basso con un tratto diretto prima verso sinistra e poi verso destra, il cui punto iniziale coincide con quello finale dell’asta della seconda lettera “t”. Il taglio delle lettere, da ultimo, funge da collegamento alla lettera “o”, il cui ovale risulta costruito in direzione oraria.  In entrambe le firme, le lettere “o” presenti sono state vergate con un gesto grafico che parte dall’alto e, nella costruzione dell’ovale, procede verso il basso in direzione oraria. La lettera “o” finale, aperta nel vertice superiore e inclinata verso sinistra, è sempre distanziata dalla precedente lettera “i” e in V2, in particolare, nel punto di avvio di tale lettera, è visibile un bottone di sosta assente in V1.   Le lettere “a” si presentano invece come formalmente omogenee. Il movimento grafico impiegato nella loro esecuzione parte dall’alto, si dirige verso il basso, procede verso l’alto in direzione antioraria nella costruzione dell’ovale e termina tagliando quest’ultimo in diagonale per collegare la lettera alle successive. Il punto di avvio, quindi, è alto;  in V1, nella prima lettera “a” del cognome è visibile la coincidenza tra il movimento di attacco e quello finale, essendo l’ovale chiuso, mentre la seconda lettera “a” è aperta nel vertice superiore. In V2, viceversa, tutti gli ovali risultano aperti.     In entrambe le firme la lettera “t”, il cui taglio risulta particolarmente evidente e lanciato verso destra con tratto nutrito, è collegata alla lettera precedente con un movimento grafico unico e veloce. Esso infatti parte dal basso e si dirige verso destra in direzione ascendente; procede poi verso il basso nel disegnare l’asta della lettera “t” e da qui prosegue verso sinistra in direzione ascendente; infine, termina vergando il taglio proteso verso destra.   La lettera “g” presente nelle firme in verifica risulta eseguita con un unico movimento grafico. In particolare, in V1 l’ovale è chiuso, costruito in direzione antioraria e l’asta è concava a sinistra; viceversa, in V2 l’ovale è aperto nel vertice superiore, costruito in direzione antioraria e l’asta è retta.   4.  ANALISI GRAFICA DELLE FIRME AUTOGRAFE COMPARATIVE: 4 . 1)  Rilevazione dei caratteri generali delle firme autografe comparative:   Le due firme autografe comparative – denominate C2 e C3 - sembrano omogenee dal punto di vista formale o morfologico, ovvero esse presentano una certa omogeneità di stile grafico e di rappresentazione degli elementi grafici; conseguentemente, al fine di rilevarne le caratteristiche generali, si rende sufficiente analizzarle congiuntamente.  Le firme sono vergate in corsivo e tracciate da una mano che denota un discreto livello grafico; le forme letterali sono personalizzate, in quanto difformi dal modello calligrafico, eseguite con poca precisione ma tendenzialmente riconoscibili: non sono, infatti, presenti né soppressioni di tratti né particolarità formali tali da compromettere la lettura delle singole lettere considerate. Complessivamente, il nome appare maggiormente leggibile rispetto al cognome e le lettere maiuscole iniziali di nome e cognome risultano valorizzate sia in altezza che in ampiezza.  Il tracciato è privo di oscillazioni e tremolii: in particolare, le lettere maiuscole iniziali sono state costruite con un movimento grafico veloce e sciolto, così come le lettere minuscole presentano un tratto nutrito e colorato, ma gli stacchi di penna visibili, sia nel nome che nel cognome, fanno si che il tracciato non possa complessivamente essere definito veloce e rapido, ma controllato, diminuendone la continuità grafica nonché la velocità esecutiva.  Entrambe le firme sono ben distribuite nello spazio riservato alla loro apposizione e la distanza tra nome cognome è rispettata. Il calibro letterale è medio - alto: in particolare, le lettere maiuscole di nome e cognome sono state valorizzate sia in altezza che in ampiezza mentre le lettere minuscole sono tendenzialmente omogenee, proporzionate l’una all’altra e ben distanziate; quest’ultimo aspetto, consente di sottolineare lo sviluppo del tracciato più orizzontale che verticale.  Il procedimento delle grafie sul rigo di base è variabile; in C2, il tracciato del nome percorre complessivamente una direzione rettilinea appoggiandosi al rigo solo in due punti.  Viceversa, il tracciato del cognome è discendente: la grafia si appoggia al rigo ma si stacca progressivamente da quest’ultimo verso il basso.  Anche in C3, il tracciato del nome percorre complessivamente una direzione rettilinea ma, mentre le prime lettere si appoggiano al rigo di base, le ultime se ne discostano; il tracciato del cognome è discendente: la grafia si appoggia al rigo ma si stacca progressivamente da quest’ultimo verso il basso.  In entrambe le firme, rotondità e angolosità del tracciato si alternano uniformemente.  In C2, i collegamenti presenti sono morbidi e il vertice inferiore delle lettere ovali è smussato, così come il risvolto della lettera “n”, eseguita a ghirlanda.  La curvilineità di tale grafia è diminuita dalla presenza di angoli nel risvolto inferiore delle lettere “t” ed “i” nonché nel risvolto superiore delle lettere “s” ed “r”. Di particolare rilievo risulta la lettera “g”, il cui ovale, inclinato a destra, mostra uno schiacciamento accentuato e la presenza di angoli appuntiti nel vertice inferiore e superiore della circonferenza.  In C3 le spigolosità più evidenti sono presenti, oltre che nel risvolto superiore della lettera “s”, nel risvolto inferiore della lettera “t” e nel vertice inferiore della prima lettera “o”. Viceversa, le lettere “a”, “r” ed “n” hanno vertici e risvolti morbidi e smussati.    Relativamente all’inclinazione, cioè al rapporto tra gli assi letterali e il rigo di base, entrambe le firme comparative procedono con direzione assiale delle lettere verso destra. Questo aspetto dovrebbe contribuire ad attribuire allo scritto una maggior velocità esecutiva ma, a causa delle interruzioni presenti sia nel nome che nel cognome, non è possibile considerare le firme veloci o dinamiche.  In entrambe le firme, i puntini sulle lettere “i” sono sempre presenti; in particolare, nel nome in C2, il puntino sulla prima lettera “i” è tondo mentre quello sulla seconda è ricompreso nel tracciato della lettera stessa. Nel cognome, esso risulta vergato a forma di virgola. Nel nome in C3, il puntino sulla prima lettera “i” ha forma di accento mentre quello sulla seconda è attaccato alla lettera stessa. Nel cognome, esso è appena visibile e tondo.  I tagli delle lettere “t” non risultano particolarmente accentuati e, in entrambe le grafie, il taglio delle lettere “t” presenti nel nome è basso, mentre quello della lettera “t” presente nel cognome è alto.     4.2) Rilevazione dei caratteri particolari delle firme autografe comparative:  Al fine di rilevare i caratteri particolari delle firme autografe comparative, esaminate anche in tal caso congiuntamente, si rende necessario condurne l'analisi evidenziando e descrivendo non solo gli aspetti formali o morfologici del tracciato ma soprattutto la dinamica esecutiva dei singoli tratti grafici. Soffermando in primo luogo l'attenzione sulle lettere maiuscole iniziali di nome e cognome, è possibile notare come, in entrambe le firme, esse siano state valorizzate sia in altezza che in ampiezza.  In particolare la lettera “V” è ben riconoscibile in quanto vergata in stampatello e senza alcuna particolarità formale. Viceversa, la lettera “M” appare elaborata, ampia ed eseguita con un gesto grafico sciolto e sicuro. Quest’ultimo inizia disegnando un piccolo tratto iniziale ascendente (uncino in zona superiore), il quale prosegue poi verso il basso e, infine, verso destra in direzione ascendente e antioraria per costruire la prima asta della lettera a forma di asola. Il collegamento presente tra la prima e la seconda asta della lettera, anch’essa vergata a forma di asola solo in C3, è rappresentato da una curva concava, tracciata con un movimento prima discendente e poi ascendente. In C3, da ultimo, è visibile un legame aereo intercorrente tra il tratto finale della lettera “M” e il punto di avvio della lettera “a”.  Nella costruzione delle lettere “t”, l’autore delle firme impiega un particolare movimento grafico. Sia in C2 che in C3, il gesto grafico parte dall’alto, si dirige verso il basso, procede verso destra in direzione ascendente (legame aereo in C3) e torna in basso disegnando l’asta della seconda lettera “t”. Da qui, prosegue verso sinistra in direzione ascendente e termina disegnando il taglio, unico per entrambe le lettere, basso e proteso verso destra. Il taglio delle lettere “t” funge da collegamento alla lettera successiva, il cui ovale risulta costruito in senso antiorario.    Il punto di avvio della lettera “o” è alto in entrambe le grafie. In particolare, in C3, il gesto grafico parte dall’alto, si dirige verso il basso e qui si arresta bruscamente per poi proseguire, nell’esecuzione dell’ovale, in direzione ascendente e antioraria. Viceversa, in C2, la costruzione di tale lettera non presenta alcun freno: il movimento grafico inizia dall’alto, disegna l’ovale procedendo verso il basso in direzione antioraria e termina tagliando quest’ultimo in diagonale, collegando la lettera “o” alla “r” successiva.    L’ovale della lettera “o”, in entrambe le firme appare chiuso (punto di avvio e punto di fine coincidono), inclinato verso destra ed eseguito in senso antiorario. Inoltre, la spaziatura intercorrente tra tale lettera e la precedente è minima in C2 e assente in C3.   Le lettere “a” risultano omogenee dal punto di vista formale così come identica è la loro modalità esecutiva: il movimento grafico impiegato nella loro costruzione inizia dall’alto, disegna l’ovale procedendo verso il basso in direzione antioraria e termina tagliando quest’ultimo in diagonale, collegando la lettera “a” alle successive.  Il punto di avvio, quindi, è alto e, sia in C2 che in C3, coincide con il punto finale della lettera, il cui ovale risulta chiuso.    L’ovale della lettera “g”, chiuso ed inclinato verso destra, mostra uno schiacciamento accentuato e la presenza di angoli appuntiti nel vertice superiore ed inferiore della circonferenza.  Viceversa, in C3, l’ovale risulta aperto nel vertice superiore e disegnato in senso antiorario. E’ da sottolineare come, in C3, per vergare l’asta, il gesto grafico cambi repentinamente direzione nel punto finale dell’ovale, dirigendosi prima verso destra e da ultimo verso il basso. Conseguentemente, è possibile ritenere che, in C3, la lettera “g” sia stata costruita con un unico movimento grafico.   In entrambe le firme, da ultimo, tale lettera appare sempre ben distanziata dalla successiva lettera “e” e nel punto finale dell’asta è visibile un gancio.   Le lettere “s” e “t” presenti nel cognome, non sono tra loro collegate.  In particolare, in C2 l’asta della lettera “t” risulta tracciata con un movimento grafico che parte dall’alto e si dirige verso il basso; l’asta viene poi ripassata con un tratto ascendente che termina con l’esecuzione del taglio, alto, proteso verso destra e non particolarmente accentuato.  Viceversa, in C3, dopo aver tracciato l’asta della lettera “t”, eseguita anch’essa con un deciso tratto discendente, il movimento grafico si interrompe e riprende con l’apposizione del taglio che, vergato in alto da sinistra verso destra, si lega al punto finale dell’asta tramite un legame aereo.               5. CONFRONTO DEI DATI GENERALI E PARTICOLARI RILEVATI IN SEDE DI ANALISI:  In via preliminare sembra opportuno specificare che dal confronto dei dati, rilevati nella precedente analisi, potranno emergere somiglianze e differenze, introducendo per le une e per le altre, le qualifiche di sostanziali (o dinamiche) e formali (o morfologiche). Sono sostanziali, gli aspetti che riguardano il movimento, la dinamica esecutiva, i caratteri espressivi (Klages) che sfuggono al controllo cosciente. Viceversa, sono formali gli aspetti morfologici, impressivi (Klages), cioè quelli che possono essere facilmente controllati, repressi e riproducibili. Conseguentemente, le somiglianze sostanziali diventano compatibilità e vere e proprie corrispondenze; al contrario, le differenze sostanziali costituiscono vere e proprie inconciliabilità di caratteristiche grafiche che non possono provenire da una stessa mano.2 Somiglianze e differenze formali, vale a dire le “particolarità della sagoma grafica” (Moretti), in quanto arbitrarie, non possono costituire ciò che è essenziale per l’autenticità o meno di uno scritto. Si procede, quindi, al confronto di tutti i caratteri generali e particolari emersi dall'analisi delle firme in verifica e delle firme autografe di comparazione, evidenziando, in primo luogo, le somiglianze formali e sostanziali intercorrenti tra le stesse.  LETTERA “M”: Le lettere maiuscole iniziali di nome e cognome sono state valorizzate in altezza e in ampiezza sia nelle firme in verifica che nelle firme comparative: in particolare, la lettera “M” di V1 e V2 mostra una certa somiglianza formale con quella di C2 e C3 per la presenza di asole accentuate nei tratti iniziali e finali. Anche le lettere “a” presenti nel cognome sono formalmente omogenee così come identica è la loro modalità esecutiva: il movimento grafico impiegato nella loro costruzione inizia dall’alto, disegna l’ovale procedendo verso il basso in direzione antioraria e termina tagliando quest’ultimo in diagonale, per collegare la lettera “a” alle successive.  Il punto di avvio, quindi, è alto sia nelle firme in verifica che nelle firme di comparazione.  L’analisi delle firme in verifica e delle firme autografe comparative ha, tuttavia, evidenziato un contesto di prevalenti differenze, sia formali che sostanziali.  In primo luogo, è possibile notare come, nonostante l’apparente somiglianza formale, la lettera “M” del cognome sia divergente dal punto di vista dinamico; nelle firme in verifica, tale lettera è stata eseguita con un gesto preparatorio ascendente che, tuttavia solo in V1, procedendo poi verso il basso nel disegnare la prima asta, nella quale è visibile un’asola, si arresta bruscamente determinando un bottone di sosta significativo: esso, infatti, è assente in V2 e, in V1, diminuisce la velocità esecutiva della lettera “M”. Il tratto finale di tale lettera, inoltre, sia in V1 che in V2, si arresta al di sotto del rigo di base.  Viceversa, nelle firme comparative, il gesto grafico inizia disegnando un piccolo tratto iniziale ascendente (uncino in zona superiore), il quale prosegue poi verso il basso e, infine, verso destra in direzione ascendente e antioraria, costruendo la prima asta della lettera a forma di asola. Il collegamento presente tra la prima e la seconda asta della lettera, anch’essa vergata a forma di asola solo in C3, è rappresentato da una curva concava, tracciata con un movimento prima discendente e poi ascendente. In C3, da ultimo, è visibile un legame aereo intercorrente tra il tratto finale della lettera “M” e il punto di avvio della lettera “a”.  Relativamente, invece, alla lettera “V” del nome, essa appare estremamente stilizzata e vergata, in V1, con un piccolo tratto iniziale ascendente, non immediatamente visibile in quanto ad esso si sovrappone il deciso tratto discendente che si arresta al di sotto del rigo di base. Viceversa, in V2 è presente solo un iniziale tratto grafico netto e sicuro.      Nelle firme di comparazione, la lettera “V” è ben riconoscibile in quanto vergata in stampatello e senza alcuna particolarità formale.    Singolare è anche il movimento grafico impiegato dall’autore delle firme in verifica nella costruzione delle lettere “t”. Sia in V1 che in V2, il gesto grafico parte dal basso, si dirige verso l’alto e torna in basso disegnando l’asta della prima lettera “t”. Da qui, prosegue verso destra e, dirigendosi prima verso l’alto e poi verso il basso, esegue l’asta della seconda lettera “t”. Il movimento grafico è unico, continuo e mantenuto, risultando le due lettere tra loro collegate da una curva concava. Unico, inoltre, è anche il loro taglio, vergato in basso con un tratto diretto prima verso sinistra e poi verso destra, il cui punto iniziale coincide con quello finale dell’asta della seconda lettera “t”. Il taglio delle lettere, da ultimo, funge da collegamento alla successiva lettera “o”, il cui ovale risulta costruito in direzione oraria.   Quanto sin qui descritto non è riscontrabile nelle firme autografe: in esse, infatti, il gesto grafico parte dall’alto, si dirige verso il basso, procede verso destra in direzione ascendente (legame aereo in C3) e torna in basso disegnando l’asta della seconda lettera “t”. Da qui, prosegue verso sinistra in direzione ascendente e termina disegnando il taglio, unico per entrambe le lettere, basso e proteso verso destra. Il taglio delle lettere “t” funge da collegamento alla successiva lettera “o”, il cui ovale risulta costruito in senso antiorario.             Anche le due lettere “s” e “t” presentano caratteristiche differenti, formali e sostanziali. Nelle firme in verifica, la lettera “t”, il cui taglio risulta particolarmente evidente e lanciato verso destra con tratto nutrito, è collegata alla lettera “s” precedente con un movimento grafico unico e veloce. Quest’ultimo, infatti, parte dal basso e si dirige verso destra in direzione ascendente; procede poi verso il basso nel disegnare l’asta della lettera “t” e, da qui, prosegue verso sinistra in direzione ascendente; infine, termina vergando il taglio proteso verso destra.     Viceversa, nelle firme autografe, le stesse lettere non sono tra loro collegate. In particolare, in C2 l’asta della lettera “t” risulta tracciata con un movimento grafico che parte dall’alto e si dirige verso il basso; l’asta viene poi ripassata con un tratto ascendente che termina con l’esecuzione del taglio, alto, proteso verso destra e non particolarmente accentuato.  In C3, invece, dopo aver tracciato l’asta della lettera “t”, eseguita anch’essa con un deciso tratto discendente, il movimento grafico si interrompe e riprende con l’apposizione del taglio che, vergato in alto da sinistra verso destra, si lega al punto finale dell’asta tramite un legame aereo.   Nelle firme in verifica, le lettere “o” presenti sono state vergate con un gesto grafico che parte dall’alto e, nella costruzione dell’ovale, procede verso il basso in direzione oraria. In V2, in particolare, nel punto di avvio di tale lettera, è visibile un bottone di sosta assente in V1. Sempre in V2 essa risulta aperta nel vertice superiore, inclinata verso sinistra e distanziata dalla precedente lettera “i”.     Nelle firme autografe di comparazione, invece, l’ovale delle lettere “o” presenti risulta sempre costruito in senso antiorario; in particolare, in C3, il gesto grafico impiegato nell’esecuzione della prima lettera “o” parte dall’alto, si dirige verso il basso e qui si arresta bruscamente per poi proseguire, nel disegno dell’ovale, in direzione ascendente e antioraria. Viceversa, in C2, la costruzione di tale lettera non presenta alcun freno: il movimento grafico inizia dall’alto, disegna l’ovale procedendo verso il basso in direzione antioraria e termina tagliando quest’ultimo in diagonale, per collegare la lettera “o” alla lettera successiva.  La lettera finale del nome presenta, in entrambe le firme di comparazione, un ovale chiuso (punto di avvio e punto di fine coincidono), inclinato verso destra ed eseguito in senso antiorario. Inoltre, la spaziatura intercorrente tra tale lettera e la precedente lettera “i” è minima in C2 e assente in C3.   Anche la lettera “g” mostra significative differenze, formali e sostanziali; in V1 l’ovale è chiuso, costruito in direzione antioraria e l’asta è concava a sinistra. Viceversa, in V2 l’ovale è aperto nel vertice superiore, costruito in direzione antioraria e l’asta è dritta. In entrambe le firme in verifica, tale lettera risulta collegata alla successiva ed eseguita con un unico movimento grafico.   In C2, l’ovale della lettera “g”, chiuso ed inclinato verso destra, mostra uno schiacciamento accentuato e la presenza di angoli appuntiti nel vertice superiore ed inferiore della circonferenza.  Viceversa, in C3, l’ovale risulta aperto nel vertice superiore e disegnato in senso antiorario. E’ da sottolineare come, in C3, per vergare l’asta, il gesto grafico cambi repentinamente direzione nel punto finale dell’ovale, dirigendosi prima verso destra e da ultimo verso il basso. Conseguentemente, è possibile ritenere che, in C3, la lettera “g” sia stata costruita con un unico movimento grafico.   In entrambe le firme, da ultimo, tale lettera appare sempre ben distanziata dalla lettera successiva e nel punto finale dell’asta è visibile un gancio.   Tra le firme in verifica e le firme autografe di comparazione, è possibile inoltre evidenziare ulteriori differenze formali relativamente all’inclinazione assiale, al calibro letterale e al rigo di base.  Nelle firme in verifica, gli assi letterali, rispetto al rigo di base, presentano una certa variabilità nell’inclinazione: gli assi letterali del nome sono, in V2, inclinati sia verso destra che verso sinistra, mentre in V1 tendenzialmente verso sinistra. Quest’ultimo aspetto, unito alla considerazione della scarsa distanza intercorrente tra le singole lettere presenti, consente di porre in evidenza la verticalizzazione del gesto grafico impiegato dallo scrivente nell’esecuzione del nome di V1, il cui tracciato sembra svilupparsi verticalmente anche per la singolare espansione verticale che caratterizza la lettera “i”.    Relativamente, invece, agli assi letterali del cognome, è riscontrabile una omogeneità maggiore essendo, in entrambe le firme, complessivamente dritti.    Entrambe le firme comparative procedono con direzione assiale delle lettere verso destra.   Nelle firme in verifica, il calibro letterale è variabile; le lettere minuscole sono, infatti, disomogenee e non proporzionate l’una all’altra: in particolare, la lettera “i” e la lettera “e”, presenti rispettivamente nel nome e nel cognome in V1, presentano un’evidente estensione verticale.    Le maiuscole iniziali di nome e cognome, invece, risultano caratterizzate da allunghi superiori e inferiori molto accentuati. In particolare, i rispettivi tratti iniziali e finali tendono ad occupare la zona inferiore dello scritto pur non essendo richiesto dalla loro “originale” conformazione morfologica.     Nelle firme di comparazione, il calibro letterale è medio-alto: solo le lettere maiuscole di nome e cognome sono state valorizzate sia in altezza che in ampiezza, mentre le lettere minuscole sono tendenzialmente omogenee, proporzionate l’una all’altra e ben distanziate; quest’ultimo aspetto, consente di sottolineare lo sviluppo del tracciato più orizzontale che verticale. Le firme in verifica rivelano una chiara varietà nel rapporto con il rigo di base; in particolare, le grafie del nome procedono con repentini abbassamenti e sollevamenti delle lettere sul rigo, mentre nel cognome le singole lettere presenti si discostano progressivamente dal rigo verso l’alto in modo più uniforme.    In C2, il tracciato del nome percorre complessivamente una direzione rettilinea appoggiandosi al rigo solo in due punti.  Viceversa, il tracciato del cognome è discendente: la grafia si appoggia al rigo ma si stacca progressivamente da quest’ultimo verso il basso.       Anche in C3, il tracciato del nome percorre complessivamente una direzione rettilinea ma, mentre le prime lettere si appoggiano al rigo di base, le ultime se ne discostano; il tracciato del cognome è discendente: la grafia si appoggia al rigo ma si stacca progressivamente da quest’ultimo verso il basso.    Una differenza sostanziale riguarda la continuità grafica delle firme in verifica e delle firme autografe comparative. Le firme in verifica mostrano un’elevata continuità grafica e si presentano come firme veloci e dinamiche, eseguite con due soli stacchi di penna visibili e con poca precisione formale. In V1, in particolare, ciò che accentua la spigliatezza di tale grafia è il legame aereo che collega il tratto finale della lettera “i” al tratto iniziale della lettera successiva.   Viceversa, nelle firme comparative, gli stacchi di penna presenti sia nel nome che nel cognome, fanno si che il tracciato non possa complessivamente essere definito veloce e rapido, ma controllato, diminuendone la continuità grafica nonché la velocità esecutiva.   6 . CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: “Per quanto siano suggestive, le somiglianze che possono essere rilevate tra due scritture, non sono sufficienti a dimostrare l’identità. Bisogna che non esistano differenze qualitative tra queste scritture”.3 In esito all’analisi investigativa condotta dalla sottoscritta sui documenti forniti, emerge che le riscontrate somiglianze, formali e sostanziali, intercorrenti tra le firme in verifica e quelle autografe comparative, non sono sufficienti ad escludere che le firme in verifica siano inficiate da artificio imitativo;  l'autore delle firme in verifica ha colto il livello di spontaneità e di naturalezza esecutiva delle scritture di comparazione, ha tentato di riprodurre, più o meno fedelmente, alcune forme letterali nonché le proporzioni, ma esaminando i piccoli dettagli e le particolarità delle firme, si riscontrano numerose differenze sostanziali, qualitativamente significative: sono, infatti, proprio tali differenze dinamiche a rivelare una diversa gestualità grafica e a consentire di prospettare l’ipotesi della non identità di mano. Nelle firme in verifica sono presenti tracce della gestualità grafica tipica e spontanea del loro autore, che non coincidono con quelle presenti nelle firme autografe in verifica.    Quegli aspetti più personalizzati emersi in sede di analisi delle firme in verifica, quali i punti delle “i”, i punti di avvio e la modalità esecutiva delle lettere “o”, le modalità di legamento intraverbale, la continuità grafica, la velocità esecutiva, il livello grafico,  i ganci, i legami aerei, i tagli e il movimento grafico impiegato nella costruzione delle lettere “t”, nonché le sfumature presenti nel tracciato, complessivamente considerato, non coincidono con quelli emersi in sede di analisi delle firme comparative.    7 . RISPOSTA AL QUESITO:  Da quanto emerge nei paragrafi precedenti, la sottoscritta è in grado di rispondere al quesito, inizialmente formulato, nel seguente modo:  Le firme in verifica in calce ai fogli A e B non sono autentiche. Tali firme sono, inoltre, presumibilmente attribuibili alla persona identificata    come “Ccccc Dddd”.    Confrontando i reperti in verifica con le scritture di comparazione che compongono il saggio grafico (da S1 a S15), emergono significative e numerose somiglianze formali e sostanziali:  * tutte le firme che compongono il saggio grafico sono ascendenti, ovvero le lettere di nome e cognome tendono a staccarsi progressivamente dal rigo di base verso l’alto. In molte di esse è riscontrabile la tendenza del tratto finale della lettera maiuscola iniziale del cognome ad occupare la zona inferiore dello scritto pur non essendo richiesto dalla sua “originale” conformazione morfologica; * la distanza intercorrente tra nome e cognome è minima o assente e il calibro letterale è disomogeneo, in quanto, a lettere maiuscole iniziali valorizzate in altezza ed in ampiezza, si affiancano lettere minuscole non sempre proporzionate l’una all’altra; * relativamente alla continuità grafica delle scritture di comparazione, essa varia da firma a firma: da S1 ad S5 si hanno grafie rapide e dinamiche il cui gesto scrittorio evita interruzioni persino a seguito dell’apposizione di tagli e puntini. Questo aspetto attribuisce alle firme un’elevata velocità esecutiva e un buon livello grafico, deducibile proprio dall’abilità di collegare tra loro le singole lettere considerate. Da S6 a S15, invece, il movimento grafico, che riproduce forme letterali semplici e di facile esecuzione, rallenta: tali grafie appaiono meno spontanee e più trattenute. Si ha, infatti, una continuità grafica minore e, conseguentemente, un livello grafico inferiore. E’ possibile ritenere che siano le firme vergate con maggior naturalezza a rivelare il livello e la continuità grafica realmente caratterizzanti la mano scrivente;  * passando in rassegna la dinamica esecutiva di singoli tratti grafici, si nota la concreta possibilità di riscontrare, in tali scritture di comparazione, aspetti peculiari corrispondenti a quelli emersi in sede di analisi delle firme in verifica. La lettera “g” del cognome risulta sempre collegata alla successiva ed eseguita con un unico movimento grafico: esso parte dal basso, si dirige verso l’alto in direzione antioraria nel disegno dell’ovale e termina vergando l’asta, retta o concava a sinistra.  Le lettere “t” sono state vergate con un gesto grafico che parte dal basso, si dirige verso l’alto e torna in basso disegnando l’asta della prima lettera “t”. Da qui, prosegue verso destra e, dirigendosi prima verso l’alto e poi verso il basso, esegue l’asta della seconda lettera “t”. Il movimento grafico è unico, continuo e mantenuto, risultando le due lettere tra loro collegate. Unico, inoltre, è anche il loro taglio, vergato in basso con un tratto diretto prima verso sinistra e poi verso destra, il cui punto iniziale coincide con quello finale dell’asta della seconda lettera “t”. La lettera “t” del cognome è collegata alla lettera precedente con un movimento grafico unico e veloce. Esso infatti parte dal basso e si dirige verso destra in direzione ascendente; procede poi verso il basso nel disegnare l’asta della lettera “t” e, da qui, prosegue verso sinistra in direzione ascendente; infine, termina vergando il taglio proteso verso destra.  * In tutte le scritture di comparazione è presente il medesimo movimento grafico riscontrato nelle firme in verifica: la prima lettera “o” presente nel nome risulta vergata con un gesto grafico che parte dall’alto e, nella costruzione dell’ovale, procede verso il basso in direzione oraria.   1 ANNACHIARA E PACIFICO CRISTOFANELLI “ Grafologicamente”, Ce.Di.S Editore, 2004 2 ANNACHIARA E PACIFICO CRISTOFANELLI “ Grafologicamente”, Ce.Di.S Editore, 2004 3  Pierre Humbert

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Questo testo riprende l'analisi di firma falsa, perizia su firma, con la verifica puntuale degli elementi caratterizzanti le scritture in verifica.

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Officina della Scrittura

Studio Grafologia Forense ha partecipato all'inaugurazione di Officina della Scrittura, un'area museale che ripercorrere la storia della scrittura dalle origini ai giorni nostri, allestita da Aurora Penne Stilografiche presso la sede di Torino.

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PECORARO: Il Golpe italiano mai raccontato

 

Si segnala dalla trasmissione Le Iene: "PECORARO: Il Golpe italiano che nessuno ha mai raccontato"
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RIFORMA DEI REATI DI FALSO

Depenalizzazione dei reati di falso, Decreto Legislativo n. 7/2016. Si evidenziano le modifiche apportate agli articoli contenuti nel codice penale dedicati ai reati di falsità in atti. Abrogazione dei reati di Falsità in scrittura privata e di Falsità in foglio firmato in bianco.

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